QUARTIERE LE FORNACI
PROGETTO DI COSTRUZIONE DI COMUNITÀ
Proposta di riqualificazione
di Piazza Nelson Mandela
con arredo verde ed un orto sociale
Pistoia, 9 maggio 2026
La proposta nasce dall’esigenza di restituire valore e vivibilità a Piazza Nelson Mandela, cuore del quartiere Le Fornaci, oggi priva di arredi e di spazi accoglienti. In un contesto caratterizzato da una forte presenza di edilizia popolare e da una comunità multiculturale, la piazza rappresenta un potenziale luogo di incontro ancora inespresso.
Attraverso interventi di arredo verde e la realizzazione di un orto sociale, si intende trasformare questo spazio in un ambiente più vivibile, ombreggiato e attrattivo, capace di migliorare la qualità della vita quotidiana.
La coltivazione condivisa di ortaggi stagionali diventa così non solo un’attività produttiva, ma anche uno strumento concreto di partecipazione, inclusione e costruzione di relazioni, favorendo la nascita di una comunità più coesa e attiva.
È importante recuperare aree verdi anche in ambiente urbano, prigioniere di asfaltature e cementificazioni. Le città sono delle isole di calore che con il riscaldamento globale rendono la vita difficile agli abitanti. L’isola di calore urbana è un fenomeno microclimatico per cui le città registrano temperature notevolmente più elevate rispetto alle campagne circostanti, spesso con un aumento di 3-5°C, e talvolta fino a 10 °C in più. A Torino, ad esempio, si è riscontrata una differenza della temperatura superficiale perfino superiore a 10 °C tra il centro, povero di verde, e le zone suburbane.
LE CAUSE PRINCIPALI
– Superfici sigillate (asfalto, cemento) che assorbono calore, scarsa vegetazione, scarso flusso d’aria e calore antropico.
– Materiali edili densi (cemento, asfalto), elevato consumo di suolo.
– Assenza di aree verdi, calore generato da traffico.
– Impianti di riscaldamento e condizionatori.
Il problema ulteriore è che le temperature elevate persistono anche durante la notte, causando disagi alla popolazione, rischi per la salute, disabili, anziani, bambini, e maggiore consumo di energia per il raffrescamento.
LA SOLUZIONE
– L’incremento del verde urbano (alberi, parchi, verde verticale, trasformazione verde di terrazzi);
– utilizzo di materiali riflettenti, per emettere il calore assorbito per tetti e pavimentazioni, mantenendo la superficie del tetto più fredda;
– aumento della traspirazione per mezzo di piante e pianificazione urbana orientata alla ventilazione;
– l’utilizzo della permacultura per creare orti urbani. La permacultura negli orti urbani trasforma spazi limitati in ecosistemi
produttivi e sostenibili, imitando la natura per ridurre la manutenzione.
LA PERMACULTURA
Si basa su progettazione intelligente, biodiversità, pacciamatura e recupero risorse (acqua, materiali) per rigenerare il suolo. Anche in piccoli spazi, si utilizzano cassoni rialzati, consociazioni e verticalità per massimizzare il raccolto rispettando la natura.
Con la permacultura si possono trasformare balconi, terrazzi, cortili, piazze in ecosistemi produttivi e sostenibili.
I PUNTI CHIAVE DELLA PERMACULTURA
– Progettazione: Pianificare lo spazio in base alla frequenza di utilizzo. Le piante aromatiche e le insalate vanno vicine (zona di facile accesso), mentre piante che richiedono meno cure possono stare più lontano.
– Verticalità e Spazi Piccoli: Usare bancali, pallet, o pareti per giardini verticali, ottimizzando l’uso dello spazio.
– Suolo Vivo e Pacciamatura: evitare di lasciare il terreno nudo. Usare pacciame (foglie secche, erba sfalciata) per mantenere l’umidità e proteggere la biodiversità del suolo.
– Orti Sinergici e Consociazioni: Piantare insieme specie diverse che si aiutano a vicenda (consociazione) per difendersi dai parassiti senza chimica.
– Risorse Locali: Recuperare materiali (pallet, contenitori) e ottimizzare l’uso dell’acqua, magari tramite sistemi di irrigazione efficienti o recupero di acque piovane.
I BENEFICI
Includono miglioramento della qualità della vita, riduzione dello stress, aumento della biodiversità urbana; creazione di comunità attraverso la condivisione degli spazi, dei compiti e dei prodotti; è un’educazione al rispetto dell’ambiente ed alla pace, migliora la qualità dei rapporti; le decisioni sono partecipative, frutto di consultazioni, azioni concertate e verifiche; aumenta la resilienza in tempi di difficoltà.
UN ESEMPIO DI ORTO SOCIALE
In Italia esiste già una realtà simile, Ortodomingo, chiamato anche Orto dei miracoli. Come veste giuridica è stata scelta quella dell’associazione di promozione sociale.
APS Parco Domingo, situata a Bari, in via Lucarelli, è un’associazione di promozione sociale che coinvolge attivamente cittadini, professionisti, animatori territoriali e persone con disagi psichici o fisici. Il progetto mira alla creazione di un orto urbano, alla gestione di un gruppo di acquisto solidale e alla promozione di processi di economia circolare e socializzazione. https://www.associazioneparcodomingo.org/


Scarica il documento presentato il 9 maggio 2026 ai residenti ed alle associazioni presenti in Piazza Nelson Mandela Proposta di orto sociale.

